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FRIDAYMIX La nostra prima rubrica mensile dedicata al talento dei DJ & Producer nostrani (Pugliesi) e non sbarca sul web con una serie di PODCAST, video guestmix ed interviste. Ad aprire le danze il Foggiano Leonardo Criscio in arte LEO K, resident DJ  dal 2012 del Buongiorno Classic di Rimini, l’after per eccellenza della riviera romagnola dove spesso condivide la console con Producer & DJ di fama internazionale. L’intervista ed il PODCAST della durata di 53 min, sono in esclusiva per Nova System. L’audio è in FREEDOWNLOD !!!

 

 

Lino Nigro intervista Leo K:

Sin da giovanissimo ti sei appassionato alla musica elettronica. Quando hai deciso di muovere i primi passi come DJ?

Ho cominciato a collezionare musica e seguire il clubbing italiano all’età di 15 anni, quando in Italia, Flavio Vecchi, Ricky Montanari, Steve Mantovani erano al centro della scena e non c’erano gli attuali “big” internazionali e non, ma di questo ne parliamo piu avanti. Avevo 18 anni quando iniziai a frequentare la Nightlife romagnola appassionandomi a tutto ciò che gravitasse attorno ai locali.

Un giorno pensai che avrei voluto condividere con altre persone tutte le centinaia di Cds che avevo a disposizione e tutto questo mi spinse a comprare i miei primi Cdjs 100 Piooner e con loro cominciai la mia esperienza di Djing trascorrendo ore e ore con le cuffie per imparare l’arte del missaggio.

Poi il primo viaggio a Berlino fu illuminante; frequentando vari locali della capitale tedesca, rimasi affascinato dalla quasi totalità dei Djs che suonavano esclusivamente con i giradischi; la cosa mi colpì molto, infatti, appena tornato in Italia comprai i miei primi Technics 1200 che tutt’ora conservo immacolati in studio. Il primo vinile acquistato fu un disco che nel 2005 ci faceva letteralmente andare fuori di testa, sto parlando del Cocoon 014 di Oliver KoletzkyDer Mückenschwarm con il remix del genio di Dominik Eulberg.

Da quando ti sei trasferito in riviera quanto è cambiata la club culture negli ultimi anni?

Come ti dicevo quando ho cominciato a frequentare assiduamente la Riviera, la scena underground era formata per il 90% da Djs italiani come Massimino, Pastaboys, Ralf ecc ecc ed ogni clubber sceglieva il locale in base alla scelta artistica dello stesso e all’atmosfera che contraddistingueva quel Party. 

Personalmente credo che la situazione del clubbing qui in riviera come in Italia in generale è andata molto peggiorando; si da molta meno importanza al Dj Guest o Resident e molta di più a tutto quello che gravita intorno. Così si è finito con lo standardizzare il party che viveva di una propria entità, per dare spazio ad eventi mainstream privi di vera passione per la club culture e a volte, anche di gente competente.

Per non parlare delle dure regole proibizioniste imposte ai gestori dei locali, burocrazie sempre maggiori che a volte portano a far desistere e mollare.

Chi gestisce i locali da anni dice che non è piu facile come una volta, anzi è sempre più complicato ed è difficile sopravvivere, un pò come la maggior parte delle aziende in Italia. 

La residenza al Classic ti ha permesso di suonare con alcuni dei DJ & Producer più famosi della scena. Ti ricordi quale è stata le tua esperienza artistica più significativa?

Beh, sicuramente uno dei nostri ultimi ospiti DJUL’Z, fondatore della label francese Bass Culture. Un mix di professionalità, simpatia, umiltà e amore per il proprio lavoro e ricordo che gli chiedemmo un set di 3 ore; lui partì con sonorità molto deep per poi crescere di disco in disco fino ad arrivare ad un allegra groovy house, passando per alcuni dischi più tech house. Suonare in un After Hours è molto difficile, bisogna capire in un tempo molto breve chi hai davanti, altrimenti si perde la pista in pochissimo tempo.

Luì al terzo disco aveva già capito quale parte del suo sound si sarebbe sposato con il dancefloor e ci è riuscito alla grande, tenendo tutti incollati in pista fino alla fine del suo set, a pomeriggio inoltrato. Uno dei dischi che mi sono rimasti impressi è Dwayne Jensen – My People

Sono sempre di più i giovani appassionati della scena Club. Cosa secondo te deve avere un DJ / Producer attualmente per conquistare la residenza in un Locale?

Vista la quantità così elevata di ragazzi che si avvicinano al mondo del Djing, il primo consiglio che sicuramente mi viene da dare è di DISTINGUERSI dalla massa; e questo è possibile farlo solo attraverso tanta e tanta ricerca musicale. Alla fine del set, bisogna aver lasciato al pubblico qualcosa di diverso: un disco, un synth, un vocal, che nessuno hai mai sentito altrove! Personalmente per fare questo, dedico ore ed ore all’ascolto di tutti i generi per ricercare l’edit mai sentita di un disco degli anni 70, ad esempio, e di vinili “da rispolverare” di pionieri dell’ House Music come Romanthony, Todd Terry o su etichette storiche come Nervous Rec, Pressure Traxx ecc;

Il mercato musicale attuale è pieno zeppo di dischi molto simili tra di loro ed è proprio per questo motivo che ci vuole quel tocco in più per stupire, non basta copiare la tracklist del solito “big” per essere notati ed apprezzati, per questo sono sempre alla continua ricerca della “perla” che serve per far drizzare le orecchie anche a chi di musica capisce meno. Credo che non bisogna essere un esperto di musica per giudicare una traccia, vinile o altro, se è buona musica, piacerà anche a chi non è “addetto ai lavori”.

A mio parere, tutto questo con l’aiuto di un pò di fortuna, può bastare per farsi notare da qualcuno e conquistare “la residenza di un locale” proprio come dici tu Lino.

Parlaci dei tuoi progetti futuri. Cosa hai in programma per questo 2016?

Le cose in programma per questo 2016 sono davvero tante, ma di molti non posso parlarne. Comunque molte collaborazioni e diverse Gigs in giro per l’Italia e non, non mancarenno :

questa settimana suonerò a Chioggia (VE), e “in battuta”, come ogni domenica, Classic Club, le prossime gigs saranno invece al Frame di Bologna, uno dei miei locali preferiti in assoluto, poi di nuovo a Chioggia, al Prince Club e altre che comunicherò sulla mia pagina all’inizio del prossimo mese.

Il 7 Febbraio ci sarà un super party al Classic Club, in occasione del Carnevale, con ospiti internazionali che per ora non posso annunciare e poi in marzo una trasferta in Spagna, in uno dei locali più famosi di Barcellona assieme al mio collega e amico Vins Montera.

Inoltre sto lavorando ad un Ep con Guadalupi, altro resident, e caro amico, del Classic Club.

A questo punto, penso sia arrivato il momento di ringraziare te, Lino, per avermi proposto questa intervista, e per darti un grosso in bocca al lupo per il tuo lavoro.

Ti lascio con un piccolo podcast registrato in studio per l’occasione.

Leo k

 

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Bio:

Nato a Foggia nel 1987, Leo Criscio / Leo k scopre la passione per la musica già da giovanissimo, negli anni in cui sonorità elettroniche e minimal si stavano progressivamente imponendo nel mondo del clubbing. Nel 2007 si trasferisce a Rimini, dove frequenta l’ambiente riccionese e bolognese legato ai maggiori club della zona come Cocoricò, Echoes..e inizia la sua esperienza di dj.
Grazie al progetto 4Fun, dal 2008 ha l’opportunità di suonare nei club storici della Riviera – Peter Pan, Pascià, Villa delle Rose, Club 25 (ex Wish) – e in molti after party privati organizzati da Spritz Riccione. Dall’estate del 2012 è resident dj al Classic Club di Rimini, dove spesso condivide la consolle con producer e dj di fama nazionale e internazionale.

Link:

FACEBOOK: https://www.facebook.com/LeoKdeejay/?fref=ts

SOUNDCLOUD: https://soundcloud.com/leo-k